Collaborare con i brand: come, quando, dove e perchè?


Oggi niente ricetta, avevo voglia di scrivere! Ho riflettuto sulle domande che spesso mi sono state fatte sui social inerenti al blog e voglio condividere con voi la mia esperienza, perciò eccomi qui a rispondere al quesito:

HO UN BLOG, UNA BUONA COMMUNITY CHE MI SEGUE E MI PIACEREBBE COLLABORARE CON QUALCHE AZIENDA MA…COME SI FA?

Bella domanda, non esiste una risposta certa o uguale per tutti, ma ho cercato di riassumere qui le cose che, secondo me, possono attirare l’attenzione del cliente (azienda).

  • AVERE PROFILI SOCIAL APPETIBILI

Prima di tutto bisogna saper usare i social e le loro funzionalità, valorizzando così ogni contenuto che deve essere di buona qualità (il tempo della foto fatte al volo è superato).

Servono creatività e conoscenza della materia che si tratta, avere una buona capacità di scrittura, realizzare contenuti utili e non banali, essere empatici attraverso i social.

Un altro fatto da considerare è cercare di distinguersi, non copiando ciò che fanno gli altri (il web è pieno di cose uguali), ma prendere spunti per creare il proprio stile.

Queste cose, unite insieme, sono il “segreto” per poter incuriosire qualche azienda, tanto da innescare una collaborazione!


  • NON AVERE PAURA DI FARE IL PRIMO PASSO

Il web è saturo di profili dedicati al food, pertanto non si può sperare che l’azienda con la quale si desidera collaborare possa capitare proprio sul nostro blog o sul nostro profilo, soprattutto quando non abbiamo numeri da influencer, questo perchè la concorrenza è davvero ampia.

(A me qualche volta è successo ma non con aziende che conoscevo già, per questo motivo io consiglio sempre di lanciarsi)

Selezionando alcuni brand con i quali si avrebbe il piacere di collaborare e contattarli personalmente attraverso una mail ben fatta (spiegando chi si è, cosa si può fare con il loro prodotti e perchè si desidera farlo), si può effettivamente incuriosire l’area marketing dell’azienda.

L’importante però è non crearsi aspettative, si tratta di un biglietto da visita, ma se l’azienda avrà bisogno di una figura come quella, la terrà d’occhio.

Un’altra cosa buona è allegare alla mail il proprio mediakit aggiornato.

Cos'è un mediakit? Una sorta di curriculum che riguarda l'attività principale che si svolge sul web, dove riportare chi si è, cosa si fa, le esperienze maturate e alcuni dati statistici dei social e dei contenuti.

Questo è il mio media kit aggiornato ad oggi:

  • NON SOTTOVALUTARSI E NON SVALUTARSI

All’inizio è normale collaborare in scambio merce, ovvero creare dei contenuti in cambio di prodotti, in maniera gratuita, ma è necessario porsi un limite.

Ad esempio si può decidere di collaborare in questa maniera per un massimo di X aziende o ad esempio per il primo anno. Poi però serve valorizzare ciò che si fa, il tempo impiegato e la spesa.

Ad esempio per creare una ricetta di una torta in collaborazione con un’azienda che produce farina, bisogna tener presente che la farina potrebbe avere un valore da 2-3 Euro al kg e ci viene fornita dal brand, ma oltre a questa per creare una qualsiasi ricetta si dovranno utilizzare altri ingredienti (uova, zucchero, burro ecc).

Per tanto è bene ponderare la richiesta e al limite fare una controproposta (La ricetta ve la realizzo ma in cambio mandatemi una fornitura consistente o gadget/attrezzature)

N.B. Se tutti accettassero gli scambio merce senza pretendere un compenso per il lavoro svolto, non ci sarebbe più mercato, il valore in generale scenderebbe finendo per sminuire questa attività (che per molti è il lavoro principale) e le aziende non pagherebbero più nessuno, o pagherebbero molto poco e solo chi ha grandi numeri.

Sapete che ci sono influencer da 30/40/50.000 followers che per un pacchetto di storie su instagram chiedono, quando sono economiche, 250 euro? Ecco, quindi non esageriamo con gli scambi merce a vita.

Se un’azienda propone qualcosa a un food blogger è per un fine commerciale e lo fa perchè posizionarsi sui nostri canali social ha un valore.

Ad ogni scambio merce ricordiamoci sempre che il tempo speso per realizzare il contenuto per quell’azienda, avremmo potuto utilizzarlo per fare altro, per questo motivo chiedere un riconoscimento economico è giusto.


  • IMPARARE A DIRE DI NO

Scegliere è un dovere.

Ora vi racconto alcuni dei miei NO.

Gennaio 2020, mail da parte di azienda che mi contatta per questa collaborazione ( io 1500 followers – l’azienda metà dei miei):

Stiamo avviando collaborazioni con food blogger e specialisti del settore per dei piatti e delle ricette. Se sei interessata, potremmo pubblicare delle tue ricette sul nostro blog e fare qualche post sui nostri social. Su questi contenuti condivisi, l’unica cosa che ti chiediamo è di citarci sui post e in caso di pubblicazione sul tuo blog di mettere un link di rimando al nostro sito. Ovviamente anche noi ti citeremo. Il nostro è un discorso di condivisione di ricette in ottica di link building e maggiore traffico sul blog per entrambi. 

L’azienda in questione tratta forni a legna, quindi la prima cosa che mi sono chiesta è stata “Cosa centrano le mie ricette che sono realizzate con forno elettrico di casa?”

Risposta: vogliamo condividere una rubrica di ricette che si possono fare a casa anche senza i nostri forni.

La richiesta di per se aveva già poco senso, quindi per rispetto del mio blog ho risposto che non ero interessata a questa ” collaborazione”, perchè in realtà si trattava semplicemente di utilizzare le mie ricette per avere dei contenuti da pubblicare. NO NO e NO, non cascate a questi trabochetti, credetemi, non porteranno nessun frutto a voi, mentre loro si trovano dei contenuti scritti e fotografici pronti da copiare e incollare e sfruttare, a costo zero.

Per completezza di informazioni aggiungo la loro ironica risposta: ti auguro che il tuo blog abbia successo!

Vi lascio immaginare la mia risposta 😁

Aprile 2021, un altro NO è stato a fronte di una fornitura di farine e cereali senza glutine in cambio di 2 ricette mensili, a scambio merce, quindi anche in questo caso senza nessun compenso.

Realizzare e scrivere due ricette al mese per non so quanti mesi (non era specificato), per me era un pò troppo esigente…oltre al fatto che la persona che mi ha contattato non si è sprecata a dare un’occhiata al mio profilo per capire che non sono specializzata sul senza glutine, anzi al contrario i miei social sono ricchi di glutine!

In questo caso se fossi stata interessata perchè creo già ricette senza glutine o seguissi una dieta priva di glutine, mi sarebbe pure tornato comodo e avrei potuto chiedere all’azienda cosa mi avrebbe fornito, se le ricette dovevano essere pubblicate sul loro blog oppure sul mio e se avessero previsto dei contenuti social da pubblicare.

Dopodichè avrei fatto una contro proposta! Ad esempio preparare un programma editoriale che prevede un tot di storie e solo una ricetta mensile…se l’azienda avesse tenuto davvero a questa collaborazione, probabilmente avrebbe accettato.

In ogni caso, se non è possibile ricevere un compenso economico, a mio avviso, bisogna ricevere qualcosa (quantità, qualità e valore prodotto) che valga la pena.

(Non so voi ma io per realizzare una ricetta, fotografarla, scriverla, pubblicarla sul blog e creare il contenuto sui social ci impiego 3-4 orette quando va bene, se poi richiedono video specifici…aiuto!)

Un altro NO recente l’ho dato ad un’azienda che produce oggettistica di arredo ma che voleva inviarmi cose di suo gusto, senza opportunità di scelta.

Sul cibo sono di ampie vedute, mangio di tutto e adoro le sorprese, ma se vuoi regalarmi altre cose è meglio sapere prima di cosa si tratta, perchè per me quel prodotto potrebbe non essere di mio gradimento e quindi “valere poco”, e poi potrei avere difficoltà sulla creazione di contenuti. ( Che senso avrebbe pubblicare qualcosa che non mi piace o che non utilizzerei mai?)


  • PROPORSI A PICCOLE AZIENDE

L’ideale sarebbe iniziare contattando le aziende della propria zona, più è grande il paese in cui si vive più le aziende sono propense ad allargare gli orizzonti, invece più sono piccole o provinciali, come nel mio caso, più pensano ” Cioè io devo regalarti un pezzo di gorgonzola e pure pagarti per fare una storia sui social?”

Provarci però non costa nulla.


  • NON LASCIARSI TRASPORTARE DALL’EUFORIA

Parola d’ordine: SELEZIONE!

É secondo me corretto collaborare solo con aziende che rispecchiano valori in comune e che producano cose inerenti a ciò che si fa, in linea con gli interessi reali della perosna in questione.

(Se oggi pubblicizzassi una confettura e il giorno seguente un rossetto, sicuramente avrei maggiore credibilità sulla confettura visto che il cibo è l’argomento principale di cui tratto, mentre invece non ho mai usato un rossetto in vita mia…. se succedesse vi autorizzo io a non seguirmi 😂 )

Altra cosa fondamentale dal mio punto di vista è quella di non collaborare con troppe aziende, perchè altrimenti poi potremmo ritrovarci a riempire i nostri profili di contenuti sponsorizzati… e dopo un pò la cosa stufa e non si è più credibili, il profilo diventerebbe solo una vetrina.


  • CONCORDARE TEMPI, MODALITA’ DI COLLABORAZIONE E CONTENUTI TRAMITE MAIL

Professionalità sempre.

Per ovviare qualsiasi incomprensione, mettere tutto su carta è indispensabile, in questo caso via mail, (non definiamo mai qualcosa di commerciale tramite i messaggi su instagram perchè ad esempio è possibile cancellarli in qualsiasi momento) concordiamo bene quanti contenuti si devono realizzare ed entro quanto tempo pubblicare.

Perchè succede che poi da un dito si pretenda il braccio, della serie “Domani potresti pubblicare qualcosa” (Che odio quando è così ragazzi!)

Solitamente succede questo quando l’azienda si lancia nell’influencer marketing solo perchè vedono altri fare così, senza avere una minima conoscenza delle sue dinamiche.

Quando un’azienda ci contatta per una collaborazione, sicuramente un’analisi dei loro social va fatta, andare a curiosare i loro profili e di coloro che l’hanno taggata, così si ha modo di vedere se hanno già avuto collaborazioni, con chi le hanno fatte e lo stile dei nostri colleghi. Sapremo così come muoverci e magari dove puntare per creare contenuti in linea, ma diversi, seguendo sempre il nostro stile personale. Io ad esempio non faccio mai le storie parlate, è una mia caratteristica e cerco di manenerla.

QUESTE SONO LE COSE CHE OSSERVO QUANDO MI SI PRESENTA UN’OPPORTUNITÀ DI COLLABORAZIONE, POI SICURAMENTE IL RAPPORTO PERSONALE CHE SI CREA CON IL BRAND, I TITOLARI DELLE PICCOLE AZIENDE, LE PERSONE DELLO STAFF O L’AGENZIA DI RIFERIMENTO E L’EFFETTIVA NECESSITA’ DI UN PRODOTTO O LA NOVITA’ CHE DESTA CURIOSITÀ, SONO ALTRI FATTORI CHE INFLUENZANO LE MIE SCELTE.


MA ADESSO CHE HO UNA COLLABORAZIONE ATTIVA CHE FACCIO?

Ricordiamo che quando pubblicizziamo un prodotto in accordi con un brand dobbiamo segnalarlo chiaramente, per farlo ci sono diversi modi:

  • semplicemente comunicandolo a voce o nel testo;
  • segnalarlo su instagram/facebook tramite l’ apposita funzione “partnership pubblicizzata con XXX” ;
  • dichiarandolo attraverso le diciture:

AD/ADV quando si sta promuovendo un prodotto a seguito di un accordo commerciale definito, molto probabilmente con un compenso economico.

SUPPLIED/SUPPLIEDBY/FORNITODA quando si promuovono dei servizi o delle esperienze gratuitamente, in cambio di visibilità in post o stories.

GIFTED/REGALO quando si sta indicano un prodotto regalato da un brand senza però accordi commerciali che indichino di mostrarlo al pubblico, ma è a discrezione personale.

(Poi vabbè, se ci guardiamo un pò attorno, potremmo capire che ognuno fa un pò come crede)

Come si regolarizza la ricezione di un compenso economico da parte di un azienda?

  • Se si possiede partita IVA si emette fattura
  • Se non si possiede partita IVA si emette una ricevuta di prestazione occasionale (l’importante è che sia occasionale davvero)

Per delucidazioni fiscali e non combinare casini, all’inizio è meglio rivolgersi ad un commecialista in entrambi i casi.

Per saperne di più consiglio ad esempio di leggere questo articolo: www.studiotarabellaluca.com/blogger-serve-la-partita-iva/

Spero che questo post vi torni utile, se avete domande o perplessità, inviatemi una mail info@verdemelissa.com

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